CASE HISTORY / OSSERVATORIO PERMANENTE SUI BENI ECCLESIASTICI

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Osservatorio Permanente sui Beni Ecclesiastici
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00193 Roma
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Case History Osservatorio Roma

Lo scopo dell’Osservatorio Permanente sui Beni Ecclesiastici è quello di promuovere la conoscenza dei patrimoni e beni ecclesiastici all’interno della Chiesa e verso l’esterno; stimolare la competenza professionale nella gestione e contribuire alla crescita della collegialità nella governance del patrimonio ecclesiastico affinché i beni possano servire meglio la Missione della Chiesa e le finalità specifiche per cui sono stati costituiti, acquistati, donati.

Il quadrato è la forma archetipo più sicura e assoluta: all’interno di questo è inscritta una figura che simula la rappresentazione dell’obiettivo di un canocchiale a cui è sovrapposto lo schema geometrico che regola il nostro micro e macrocosmo. Il colore adottato è un rosso profondo intellettivo e cardinalizio, per legare il concetto alla porpora papale ed a tutto ciò che è ecclesiastico.

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Abbiamo scelto di creare un ponte fra la classicità delle forme e la modernità del progetto usando un carattere moderno ma al tempo stesso con un’eco retrò.
La tipografia utilizzata per il logotipo ha un peso bold e una kernatura tale da sostenere il peso del pittogramma.

Cantori Case History
Cantori Case History
Cantori Case History
Cantori Case History

Ci ispiriamo alla natura riprendendone le forme, le regole e le proporzioni.
L’armonia del naturale diventa sinfonia del costruito, l’organismo si fa edificio, contenitore, luogo.

La natura, opera a sé stante, fatta di molteplici elementi con forme che si adattano e si fondono con il luogo circostante, trova nella simbologia dell’albero il punto di unione con l’architettura. L’albero, l’archetipo per eccellenza della casa, è esso stesso fondazione, colonna, riparo. Come la sua pelle, la corteccia, lo protegge e al tempo stesso lo impreziosisce creando una trama unica e irripetibile, così la pelle architettonica, delimitazione tra spazio e ambiente e sistema di confine tra interno ed esterno, rende unica ogni realizzazione. Come la pelle dell’uomo, “organo di senso” che ricopre la totalità del corpo, unicità ed irrepetibilità di ogni singolo individuo, così l’involucro come “pelle dell’architettura”, è espressione evidente dell’identità di un’opera architettonica. Nella “pelle” dell’edificio si concentra il massimo contenuto progettuale, è ciò che permette di esprimere, come per la pelle dell’uomo, tessuto di confine tra l’individuale e il collettivo, il ruolo dell’architettura nei confronti della città e dell’uomo. Il corpo è un mondo unico ed irripetibile, la pelle è il suo spazio tempo che assume infiniti valori nelle sfumature delle sue curve, delle sue pieghe, dei suoi colori. I volumi ed i vuoti da esplorare sono le forme che rendono questo microcosmo qualcosa di irripetibile ma in costante evoluzione.

Osservatorio Beni Ecclesiastici
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